Questione di formato – I
Ieri sera ero a una conferenza a cui è intervenuto il maestro Vittorio Storaro, direttore della fotografia di film come Apocalypse Now (Coppola) e L’ultimo Imperatore (Bertolucci) rinnovando il mio interesse per un post che prendesse in considerazione il ‘formato‘.
Secondo Storari è tutta una questione di equilibrio, alcuni formati soddisfano il bisogno di equilibrio dell’occhio meglio di altri.
Per il suo cinema (e per gli ultimi film che ha girato con Bertolucci) il formato perfetto è quello utilizzato da Leonardo per dipingere il Cenacolo ossia il 2:1 o, in termini cinematografici un ipotetico 18:9.
Era da un po’ che l’avevo in mente il post sul formato, ma non sapevo da dove partire. Pensavo ad un incipit che suona circa così: ‘Io odio il QuattroTerzi‘. Spiegazione: possiedo una Olympus E-500 reflex digitale entry level, di cui in generale non mi posso lamentare, dato il rapporto qualità/prezzo. Quello che ultimamente mi soddisfa meno è proprio il formato del sensore.
Nelle foto di panorami è proprio ‘squilibrato‘. C’è troppa roba in verticale, a dispetto del respiro orizzontale. Qui sotto vi metto un esempio di una foto vista nei diversi formati, a parità di area in pixel, per l’esattezza 2 megapixel.
L’immagine di partenza è essa stessa un QuattroTerzi, ma per questo formato è da prendere in considerazione il rettangolo blu per il confronto.
Nel prossimo post cercherò di sottolineare invece i vantaggi del formato 4:3…



















One Comments to “Questione di formato – I”
Non sono d’accordo con quanto affermi. Il formato perfetto per la fotografia è da sempre il 6×6. Io preferisco di gran lunga il 4:3 rispetto al 2:3, mi offre maggiori possibilità ed è decisamente più adatto al ritratto. Ci sono casi e casi (per i panorami è forse meglio il 18:9), io nonostante abbia una reflex Canon (quindi 2:3) tendo sempre a fotografare con la mente rivolta al 4:3. Metterò del nastro adesivo sui bordi!!