Natale 1944
Qualche settimana fa il buon amico Marco mi chiese di preparare uno scatto che accompagnasse una poesia di Vittorio Sereni, “Natale 1944” per l’appunto. Poesia e foto sono presentate a Palazzo Verbania in Luino, sul Lago Maggiore, all’interno di una manifestazione culturale proposta dal circolo VerbanaMente, riporto l’articolo apparso su VareseNews:
| “Luino - Il circolo culturale VerbanaMente propone due tappe di avvicinamento alla festa con una mostra e una serata di poesia e prosa Verso il Natale tra arte e poesia |
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Il circolo culturale VerbanaMente propone un simbolico viaggio fatto di poesia e arte. Il percorso avrà inizio martedì 18 dicembre nella splendida cornice della biblioteca comunale di Luino (villa Hussy), dove sarà aperta al pubblico la mostra “Betlemme, Giudea – Parole e immagini di Natale”, con l’esposizione di opere d’arte di giovani artisti del luinese. Matteo Cervo, Maurizia Frulli, Marina Graziano, Christian Martin, Tommaso Martinelli ed Elisabetta Pieroni attraverso tele, ceramiche, vetri e fotografie rappresenteranno il tema del Natale. Alle immagini verranno armonicamente accostati testi poetici: sabato 22 dicembre alle 17.30, sempre in biblioteca, Enrica Ghirlanda e Enrico Dellea interpreteranno poesie e prose dei maggiori autori della letteratura italiana e straniera: da Manzoni a Brodskij, da Sereni a Erri de Luca.” |
Per fare ciò, vorrei partire dalla poesia, punto di partenza e di arrivo alla base della fotografia:
“Nel bicchiere di frodo
tocca presto il suo fondo
quest’allegria che vela la tristezza
in cresta dei tizzi sopiti
sbalzati a noi dal più lontano fuoco.
E sii tu oggi il Dio che si fa carne
lontananza per noi nell’ora oscura.”
Basandomi su questa interpretazione pensavo di ambientare lo scatto in una vecchia locanda, l’atmosfera calda del locale che congestiona i visi degli avventori che entrano per scaldarsi; vestiti di fustagno, lana e col moschetto al fianco, quattro amici bevono in compagnia ma il loro sguardo è vuoto lontano, sintomo di un dolore profondo.
Individuo il locale adatto, avviso gli amici che poseranno per me ma i vari impegni continuano a posporre la data dello shooting; nel frattempo la data della consegna si avvicina ed io mi trovo alle strette per organizzare il tutto.
Mi chiedo se è stata la loro spensieratezza di ragazzi allora, oppure la saggezza della loro età oggi a trasformare quella che Sereni chiama “l’ora oscura”, in una bevuta che non lascia più spazio alla tristezza. Non mi resta che ringraziare per questi racconti, presto chi ha vissuto questi momenti non ci sarà più e si perderà un ricco trapasso di storia e cultura soprattutto per i giovani, i quali, scommetto rimarrebbero affascinati da queste storie.















