Esperimenti di panning notturno
In realtà il post lo volevo intitolare ‘Scattare una foto e sentirsi un idiota‘: avete presente quella sensazione che si prova quando si scopre una cosa più che ovvia alla quale non si era mai pensato?
Per inciso, il panning è quella tecnica che prevede di scattare con un tempo non istantaneo seguendo il movimento del soggetto, in modo che, in teoria, il soggetto venga fermo e lo sfondo mosso ad ‘effetto movimento‘.
Tutto pronto, scatto e? Naturalmente durante lo scatto il mirino si oscura e per seguire il soggetto devo andare un po’ a memoria. Naturale. Ma nell’immaginarmi lo scatto prima di eseguirlo mica ci avevo pensato. Da qui la sensazione di idiozia che mi ha pervaso….
Per la cronaca questo è il risultato migliore del lotto….penso il consiglio sia quello di allenarmi un po’! Altri consigli utili?
















One Comments to “Esperimenti di panning notturno”
Il panning notturno è sicuramente più complicato da fare rispetto a quello diurno, ritengo comunque che ci debba essere una “sufficiente illuminazione” e occorre scattare con diaframmi chiusi e con tempi non inferiori a 1/10” o al limite 1/4” con tali tempi il mirino non dovrebbe oscurarsi per “molto” (usiamo magari la sensibilità di 1600 Iso o se possibile, dove presente anche maggiore); è preferibile uno sfondo di colore e tonalità più chiari rispetto al soggetto da riprendere in modo da dargli maggiore risalto. Comunque se non si ha la mano più che ferma usiamo il cavalletto o appoggiamoci a qualcosa.
Ciao