Esperimenti di panning notturno

Written on 5 marzo 2008 – 11:21 | by Falsomagro |

In realtà il post lo volevo intitolare ‘Scattare una foto e sentirsi un idiota‘: avete presente quella sensazione che si prova quando si scopre una cosa più che ovvia alla quale non si era mai pensato?

Ecco quello che descrive la mia sensazione alla pressione del pulsante di scatto l’altra sera. Mi spiego: inquadro la macchina, imposto un tempo lungo (1 secondo) per eseguire il panning e mi preparo a scattare.

Per inciso, il panning è quella tecnica che prevede di scattare con un tempo non istantaneo seguendo il movimento del soggetto, in modo che, in teoria, il soggetto venga fermo e lo sfondo mosso ad ‘effetto movimento‘.

Tutto pronto, scatto e? Naturalmente durante lo scatto il mirino si oscura e per seguire il soggetto devo andare un po’ a memoria. Naturale. Ma nell’immaginarmi lo scatto prima di eseguirlo mica ci avevo pensato. Da qui la sensazione di idiozia che mi ha pervaso….

Per la cronaca questo è il risultato migliore del lotto….penso il consiglio sia quello di allenarmi un po’! Altri consigli utili?

  1. One Comments to “Esperimenti di panning notturno”

    1. Sem scrive:

      Il panning notturno è sicuramente più complicato da fare rispetto a quello diurno, ritengo comunque che ci debba essere una “sufficiente illuminazione” e occorre scattare con diaframmi chiusi e con tempi non inferiori a 1/10” o al limite 1/4” con tali tempi il mirino non dovrebbe oscurarsi per “molto” (usiamo magari la sensibilità di 1600 Iso o se possibile, dove presente anche maggiore); è preferibile uno sfondo di colore e tonalità più chiari rispetto al soggetto da riprendere in modo da dargli maggiore risalto. Comunque se non si ha la mano più che ferma usiamo il cavalletto o appoggiamoci a qualcosa.
      Ciao

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