Il Lupo al mio fianco.
Il 21 febbraio di ogni anno, i gruppi scout di tutto il mondo commemorano la nascita dell’ideatore di questo metodo educativo: Lord Robert Baden Powell; l’evento è chiamato Giornata del Pensiero e vi partecipano i ragazzi scout appartenenti alle diverse associazioni aderenti alla F.I.S. (Federazione Italiana dello Scoutismo) come AGESCI, CNGEI e SCOUT D’EUROPA. Anche quest’anno mi è stato chiesto di riprendere la cerimonia che consiste in una messa celebrata nella basilica di S.Vittore a Varese. Quale occasione migliore per chiedere una mano a Lupo Premuroso: essere da soli a scattare durante una cerimonia di questo genere, così come ad un matrimonio o battesimo, ti obbliga a saltare come un grillo da una parte all’altra della chiesa generando anche disturbo. In una situazione del genere l’assegnamento non è tanto riprendere il rito religioso in sè ma il clima globale dell’evento, bisogna concentrarsi contemporaneamente sia sui ritratti dell’assemblea che di quello che succede sull’altare (momenti forti, simboli).
Avere a fianco una persona fidata che può darvi una mano permette al contrario di dividersi il lavoro: uno pensa ai ritratti e l’altro alle riprese grandangolari, uno ruba qualche ritratto tra la gente l’altro si concentra sull’altare, ecc.
E’ proprio quello che abbiamo fatto noi, Lupo P. ha secondo me un buon occhio e nonostante sia sempre modesta speravo veramente che accettasse l’invito. Capisco che trovarsi di punto in bianco ha riprendere un evento dove non puoi sbagliare induca un certo stato d’ansia, ma credo sia stato così per tutti no? E poi ero sicuro dei risultati, che di fatto, non hanno deluso! Lascerei parlare alcune immagini prima di riportare le riflessioni di Lupo fatte a posteriori.
Quando mi spiegavi le cose da fare ero piu attenta che in una lezione di filosofia(l’unica in cui sto attenta) perchè avevo il terrore di perdermi qualcosa e fare qualche macello…non ti dico poi a fare i primi scatti di prova…mi venivano tutti mossi e bruciati…ho sperato fino all’ultimo che arrivasse l’altro ragazzo che doveva assisterti…
Poi è iniziata la cerimonia…uno scatto,due….e la macchina si blocca…non funzionava piu…attimo di panico assoluto…la gente che avevo vicino si è accorta che c’era qualcosa che non andava e che continuavo a guardarmi in giro x incrociare il tuo sguardo…”ora mi uccide”…”gli ho rotto la macchina…aiuto…mi ammazza seriamente!”pensavo già a che lavoretto avrei fatto per ripagartela…poi va beh…fortunatamente l’hai sistemata…
Mi avrà aiutato il fatto di essere in chiesa e ho cominciato a rilassarmi: anche se tutti mi fissavano mentre vagavo x le panche, ci ho preso gusto, mi divertivo a prendere i bimbi di sorpresa e ancora di piu quando erano loro per primi a mettersi in posa e mi sorridevano. Provavo le differenze con o senza flash, sta di fatto che ero talmente immersa che mi sono persa tutti i momenti importanti che mi avevi detto di riprendere come il cambio della guardia, lo scambio della pace (lo facevano troppo veloce e perdevo le inquadrature). Forse mi sono lasciata scappare qualche bella occasione per la vergona o la paura di dar fastidio alle persone.
Per il resto mi sono divertita! E’ stata la messa più corta alla quale io abbia mai partecipato!
Grazie dell’intervista…se vuole le lascio il mio autografo!!!
Una frase di Lupo mi lascia felicemente colpito: “.. Forse mi sono lasciata scappare qualche bella occasione per la vergona o la paura di dar fastidio alle persone..”; quanto è vero e quanto è difficile: spesso si crede che il maggior imbarazzo stia dalla parte del soggetto ma il fotografo dove lo mettete? In quel momento state prendendo senza chiedere ed è difficile superare questa fase in cui ci si sente quasi di chiedere scusa se fotografiamo. Tutto ciò mi lascia felicemente colpito perchè credo sia un corridoio obbligato per poter fare delle buone foto di ritratto ed in generale alla gente, è un nostro percorso che si sviluppa fino all’incontro con il soggetto, alla capacità di suscitare con uno sguardo quella complicità che restituisce lo scatto giusto senza infastidire ed essere inopportuni. E’ un paradosso ma dovremmo essere in grado di raccontare qualcosa di una persona senza conoscerla, quanto lavoro da fare su noi stessi e quanta pazienza prima di vedere i risultati…motivo in più per scattare, scattare, scattare!!
Alla prossima!!
P.s.: alcune note tecniche, le foto sono state scattate in parte con flash ad 800 ISO di sensibilità in parte in luce ambiente a 1600 ISO; Abbiamo utilizzato uno zoom Sigma 24-70 2,8 EX-DG ed un medio tele Canon 100 mm 2,8 Macro (lasciatemelo dire è un ottima lente da ritratto).



































4 Comments to “Il Lupo al mio fianco.”
Bravi,ottimo lavoro! Mi piacciono particolarmente i primi piani.
Unico appunto che vorrei fare: cercate di evitare le riprese in diagonale se non strettamente necessarie (la penultima); bella quella delle cravatte sventolate in aria,dà proprio l’idea del movimento (avrebbe reso forse di più se si usava un tempo più lungo).
Sem
Grande Sem! Il tuo commento lancia uno spunto per un’ottima discussione: spiegaci perchè avresti evitato le riprese in diagonale.
P.s.: Grazie dei complimenti!
Personalmente ritengo che la ripresa in diagonale (nel caso della foto in questione dove sembra che il pavimento della chiesa sia in pendenza verso destra) dia un’immagine distorta della realtà; io avrei fatto una ripresa (in orizzontale ma anche in vertical)e con la ragazza e la bandiera per intero (mettendoli a fuoco) e avrei completato l’immagine cercando attraverso il braccio della ragazza e l’asta della bandiera (il “famoso” effetto cornice) quello che stava accadendo nella chiesa (la comunione degli scouts).
Un diaframma medio(f8 supportsto da una sensibilità di iso 1600 o addirittura 3200) ed il grandangolo avrebbero dato una buona messa a fuoco anche allo sfondo.
Spero di essere stato chiaro nella spiegazione.
Grazie Sem della spiegazione, sei stato molto chiaro. Vorrei spiegarti la motivazione dello scatto in diagonale, che come avrai notato, è stato ricorrente in questa cerimonia.
La gran parte degli scatti presentati in diagonale in realtà sono stati scattati in posizione verticale od orizzontale. In generale una tecnica che utilizzo in chiesa è quella di sfruttare una linea di fuga già presente e posizionarla sulla diagonale in post-produzione; questo mi permette di avere un maggior controllo sull’inquadratura soprattutto in quelle situazioni in cui deve restituire il senso del numero di persone presenti: un inquadratura verticale od orizzontale a parità di focale utilizzata, taglia obbligatoriamente parte di ciò che si potrebbe invece rappresentare interamente disponendolo sulla diagonale. In questo modo è possibile ridurre gli spazi vuoti all’interno dell’inquadratura e restituire, secondo me, un maggiore impatto visivo. Il costo di questa operazione è che la foto è “storta” ma credo che se si rispettano le linee di fuga possa diventare un elemento compositivo.
La penultima foto è l’esempio tipico di come la sensibilità personale guidi le scelte tecniche: nella posizione in cui ero, riprendere la ragazza a figura intera avrebbe inserito all’interno dell’inquadratura degli elementi di disturbo (candelabri, il suo compagno ripreso per metà, ecc.)e la focale di 30 mm equivalenti non mi sarebbe bastata per raccogliere la bandiera. Per questo ho scelto già in fase di scatto di utilizzare un inquadratura diagonale. Sono daccordo con te che una maggiore profondità di campo non avrebbe guastato, ma in quel momento volevo che la cornice sfuocasse per concentrare l’attenzione sulla comunione. Un buon promemoria che terrò a mente per future situazioni analoghe!!
Ciao!
Ciao!!