La marmotta con gli zoccoli

Written on 6 maggio 2008 – 08:30 | by BuonTeo |

… no nessun animale mitologico!! E’ solo un modo di dire che spesso uso per indicare animali incontrati inaspettatamente! Oppure quando leggo il nome scientifico di un animale sconosciuto e la mia mente vaga in preda all’isterismo creativo cercando di immaginarlo…ovviamente completamente diverso da quello reale!!

Il titolo del post è a tema poichè, a parte gli zoccoli, effettivamente di marmotta ( Marmota marmota ) si tratta. Nel mio girovagare del week-end mi è capitato questa settimana di macinare metri di dislivello sempre sul lago di como ma dalla parte della sponda lecchese. Le giornate sono state fantastiche e sono riuscito a godere nello stesso giorno dell’acqua del lago, dei pascoli verdi d’alpeggio e della neve ancora alta e morbida.

Canon 20D, Sigma 30 mm – 1/125 s @f/10 ISO 100

Canon 1D MkII, 80 mm – 1/1000 s @f/16 ISO 400

In particolare è stato alla quota di 1700 metri che le impronte di capriolo si sono fatte più rade, sono aumentate quelle del cervo, ben visibile nella neve e che la miriade di cince appese ai rami di abete riempivano l’aria di suoni, fischi e gorgheggi. Sempre grazie alla neve si individua la presenza di animali schivi e poco visibili che lasciano traccia del loro passaggio, così come sul fondo appena scoperto ed ancora umido.

Tracce di marmotta - Canon 20D, Sigma 24-70 EX DG 2,8 Macro – 1/125 s @ f/10 ISO 100

Alla traccia è fortunatamente seguito l’incontro: una bella famigliola di sette individui che si godeva il sole mattutino fra le rocce. L’occasione non poteva essere delle migliori e nonostante Serena scalpitasse per proseguire non potevo perdermi quello spettacolo. E’ cominciato così l’avvicinamento, lento, graduale; a sessanta metri di distanza la sentinella è giusto un pallino all’interno del fotogramma.

1D MkII, Tokina AT-X 80-400 – 1/1250 s @ f/5,6 ISO 200

Continuo ad avvicinarmi ma senza scattare, voglio osservare le loro reazioni, a trenta metri sono tutti incuriositi e si dispongono in riga su di un roccione più alto ad osservare i nostri movimenti. A quindici metri scatta l’allarme e in un lampo le marmotte sono sparite sotto i sassi. E’ il momento per scegliere una buona posizione, fermarsi ed aspettare godendo del sole sulla pelle.

Dopo un attesa di venti minuti un individuo sbuca guardingo tra le rocce, nel frattempo io e Serena ci siamo spostati lunga la striscia di terreno libero dalla neve alla sinstra del fotogramma precedente, la distanza dalle rocce è di circa 15-18 metri. Lascio all’animale qualche minuto dopo di che comincio a scattare a piccole raffiche ponendo attenzione nell’aspettare l’attimo in cui il sole illumina l’occhio dell’animale.

1/1600 s @ f/5,6 ISO 200

1/1600 s @f/5,6 ISO 200

La marmotta è tranquilla, iniziamo a chiacchierare e muoverci più naturali, è il momento di montare il duplicatore di focale prima di tentare un ulteriore avvicinamento.

Canon 1DMkII, Tokina AT-X 80-400 + Kenko 2x alla focale di 400 mm – 1/800 s @f/11 ISO 400

Il duplicatore di focale mi fa perdere due diaframmi portandomi a lavorare ad f/11, per compensare la caduta di luce alzo la sensibilità a 400 ISO; scatto a raffiche di 5-6 fotogrammi dei quali sceglierò sempre gli ultimi in maniera da ridurre le vibrazioni indotte dalla pressione del dito sul pulsante di scatto.

Possiamo finalmente avvicinarci, smonto il duplicatore e passo dopo passo arriviamo a circa 5 metri dalla marmotta che, anche se più intimidita continua ad osservarci da dietro un masso.

1/3200 s @ f/6,3 ISO 400

Vista la distanza ravvicinata chiudo il diaframma di uno stop per guadagnare in profondità di campo, infatti la distanza minima di messa a fuoco del Tokina è di due metri.

Cinque metri, cinque e la nostra marmotta decide che non è ancora pronta per un amicizia così intima e scompare nella tana. Tutto questo nell’arco di trenta minuti, mi chiedo se si possa riuscire, mantenendo la distanza di 15 metri, a convincere tutta la famiglia a tornare alle proprie abitudini in maniera da riprendere delle scene di interazione sociale. Sarà un esperimento da effettuare sicuramente.

Alla prossima!!

P.s.: questo è un doppio post che potete leggere pubblicato anche su Matteo Cervo Photography.

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