Fuori dalla passerella
È da tempo che non posto più su Appunti Fotografici nonostante tutti i giorni un giro per controllare le novità degli Appuntati mi faccia sempre piacere e non manchi mai nel quotidiano bookmarking del mattino. A breve vi farò partecipi di un nuovo progetto che è nato in queste settimane e che mi impegnerà per un periodo di tempo ancora in fase di definizione ma per il momento non voglio sbottonarmi più di così.
Approfitto quindi di questo spazio di calma per raccontarvi una giornata di un paio di settimane fa alla manifestazione Milano Moda Donna 2010, meglio conosciuta ai più come Settimana della moda. Ero li per effettuare un servizio dietro le quinte riguardante l’assistenza tecnica fornita ai fotografi durante le sfilate e un po’ per curiosità, un po’ per non lasciarmi scappare l’occasione, ho accettato al volo di poter effettuare qualche scatto durante la sfilata di un marchio a me sconosciuto.
Chi mi conosce sa che in quanto a stile e abbinamenti nel vestire, non vado più lontano di jeans o pantaloni da montagna e un caldo maglione di lana cruda, se potessi portare sempre i miei comodi scarponi poi sarei la persona più felice del mondo ma non sempre questo è possibile. (Proclama della Laurea docet…..)
Insomma diciamo che io e il mondo della moda non camminiamo sulla stessa strada, a parte questo l’esperienza era per me nuova soprattutto a livello fotografico e la sfilata al femminile non risultava di certo spiacevole agli occhi.
La quantità di persone accalcate tra la passerella, le quinte e la platea nei momenti prima della sfilata è impressionante. Non ci si capacità di come tutte quelle persone riescano a prendere posto sedute. Personaggi famosi, attori e attrici sono tutti in prima fila e circa ogni trenta secondi c’è qualche fotografo che vuole immortalarli.
Poi d’improvviso tutti si siedono, io personalmente non ho capito in risposta a quale segnale; due omini scoprono la passerella dal telo di cellophane e si accendono le luci. Fino a questo momento la sensibilità di sicurezza a F/2,8 con il 70-200 mm non può scendere sotto i 3200 ISO. Poi inizia la musica e potenti fari permettono di lavorare a 1000 ISO.
La platea è buia e solo le prime file sono visibili, le modelle escono dalle quinte a ritmo serrato, per me che non capisco nulla di moda, mi interrogo quando di tanto in tanto si leva un applauso.
Tutto è studiato affinchè fotografi ed operatori televisivi riescano a riprendere la sfilata in tranquillità: le luci hanno una leggera dominante calda ma sono tutte bilanciate ed uniformi aspetto che consente di lavorare tranquillamente con il bilanciamento del bianco un automatico.
Scelgo di impostare l’esposimetro in lettura spot in modo da assicurarmi sempre leggibilità del viso che tra l’altro rappresenta il mio punto di fuoco. Il motore AF è impostato su fuoco predittivo in modo da inseguire la modella durante la sua passeggiata.
I fotografi accreditati accalcati sul palco a loro riservato sono circa 90 e riempiono letteralmente ogni centimetro libero, vedere dei colleghi così pigiati è decisamente d’effetto per uno abituato a lavorare in solitaria. Spalla contro spalla, la testa è sostituita da 200 e 300 mm che si proiettano all’esterno come grandi nasi.
La posizione che ho guadagnato è di 3/4 rispetto all’uscita dalle quinte, il che mi permette di riprendere comodamente le modelle all’entrata in passerella, peccato che molte di queste escano a testa bassa e si ricompongano solo durante la camminata.
I lunghi strascichi sono molto scenici ed è un peccato non poter scattare da una posizione che permetta di dare spazio alle code dei vestiti. Molte delle modelle hanno un bel viso ma appena girate di tre quarti mettono in mostra gambe e ginocchia sottilissime: l’ideale di donna che vige in questo ambito non sopravvive alle folate di vento! È pazzesco vedere un polpaccio che ha lo stesso diametro di una caviglia ed è ancora più pazzesco che tale rapporto venga mantenuto anche tra polpaccio e coscia!
Forse due, tre ragazze possiedono delle normali e sane proporzioni e, guarda caso sono anche quelle più affascinanti. Non voglio fare polemica ma penso che come fotografi forse qualche voce in capitolo la abbiamo visto che il nostro lavoro è cercare e promuovere la bellezza in tutte le sue forme.
Le donna è stata rappresentata fin dall’antichità e proprio i greci hanno stilato delle proporzioni formali, delle regole a cui si rifà la bellezza femminile, probabilmente il buon Marco Pino saprebbe spiegarci meglio visti i suoi studi.
Si apre qui un dibattito sul significato di bellezza estetica e sull’accezione che ogni singolo può darle, sarebbe interessante poter approfondire la questione in relazione al nostro modo di fotografare. Personalmente non riesco a scindere la parola bellezza da tante altre come salute, felicità, forza, gioia, ecc. Penso a delle gambe stecchino, senza per questo voler essere offensivo nei confronti di quelle ragazze che hanno scelto di adattarsi a quel modello di donna, e per prima cosa mi chiedo come possano portare dei pesi, sostenere un bambino o banalmente fare una corsa o una camminata.
Non riesce ad essere questo il mio modello di bellezza, un modello che priva le persone delle loro potenzialità.
Buona luce a tutti!
























5 Comments to “Fuori dalla passerella”
Gran bel post! Belle le foto e molto bella la riflessione sulla bellezza femminile!
sulle proporzioni e sui canoni..accetto la sfida,ne parleremo prossimamente su queste pagine. Faccio presente, per ora, che i canoni variano da cultura a cultura e da tempo a tempo, ma che comunque, secondo alcuni, vi sono anche dei criteri “antropologici”, legati per esempio alla segnalazione della capacità riproduttiva…ma qui si aprirebbe un altro capitolo interessante, quello su quanto c’è di “animale” e quanto di “culturale” nell’uomo…
venendo alle foto, tutte ottime, ma mi complimento in particolare per la terza: il rapporto tra la folla degli obiettivi e la solitudine della modella, peraltro incorniciata da un alone di luce, è impagabile. Bravo Teo!
dai un occhio al documentario che trovi nel blog http://www.ilcorpodelledonne.it , ci sono risposte al tuo post.
un bacione a te e alla sere!
…è da ieri che vorrei scrivere un commento su questo riflessivo post ma faccio fatica a decifrare correttamente il mio punto di vista…
Di questo argomento se ne potrebbe parlare per ore…sarebbe bello sentire l’altra faccia della medaglia, sarebbe interessante conoscere l’opinione di qualche ragazza che fa la vita da passerella…
Sostanzialmente, per come sono fatto, credo (nonostante il mondo della moda mi faccia venire l’orticaria…)che, nel rispetto della propria persona, ognuno sia libero di “canononizzarsi” (si dice??) con qualsiasi modello.
Tutto questo, ovviamente, non prescinde dalle molteplici problematiche esistenti legate a questo argomento.
@ Martina: grazie del link Marty, interessanti determinate riflessioni che vengono provocate dal documentario;
@ Lopy: Sulla libertà di scelta mi trovi completamente d’accordo, d’altra parte mi dico anche che è con un certo tipo di fotografia che si enfatizzano certi estremi e ci si canonizza a certi stereotipi. Il fotografo, in quanto generatore della foto ha la libertà e il potere di scegliere se promuovere o meno una certa tendenza.