Al gran teatro montano
Ho sempre amato il Sacro Monte di Varese. Dalle prime gite domenicali con la famiglia, a suggestive ascese notturne con le fiaccole, quel “gran teatro montano”, per usare le parole di Testori (che però le riferiva a Varallo) mi ha attirato sin da piccolo. Ora, quando mi capita di visitarlo, da solo o in compagnia, amo soprattutto soffermarmi sui dettagli, sui tocchi di bravura dei plasticatori seicenteschi, sulle visioni inusuali.
Anche se legate, le mani continuano ad aprirsi in un gesto di dono.
Giochi sul vetro: il riflesso della colonna e, in trasparenza, la croce.

















3 Comments to “Al gran teatro montano”
Belle! Soprattutto la seconda dal punto di vista creativo!
Sulla prima avrei dato un pochino più di contrasto, mentre su entrambe forse valeva la pena stare un po’ più conservativi sull’esposizione, le alte luci sono un po’ pelate.
Sono d’accordo sulle luci un po’ bruciate…purtroppo devo ancora imparare a scattare come si deve
Nel frattempo mi accontento dell’occhio e di giocare un po’
La seconda è molto intrigante e lascia spazio a ulteriori prove: il fatto che sia la colonna scura a far emergere il riflesso sul vetro fa si che sembri essa stessa affrescata. Il cielo chiaro non lascia apparrire il riflesso ed il gioco compositivo non ti lascia intendere immediatamente lo scatto rendendo la foto decisamente interessante a mio giudizio.
Bella Marco!