Una solitudine Fiera

Written on 13 aprile 2010 – 22:33 | by Falsomagro |

Una solitudine Fiera” potrebbe essere un buon titolo per questo scatto, che sintetizza la sensazione di essere sperduti in mezzo al nulla che si prova alla stazione ferroviaria Fiera di Roma, la seconda da Fiumicino sulla via per la capitale. La stazione, senza biglietteria, né pensiline è formata praticamente da deu spoglie banchine e da una struttura in acciaio che permette il passaggio da un binario all’altro.

Da un lato c’è l’aperta campagna, dall’altro la sterminata pianura d’asfalto che fa da parcheggio per la Fiera. In vista molto lontano c’è la Fiera di Roma e più vicino il CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione), noto in zona, a giudicare dalle scritte sui muri, come “Il Lager“.

Uno scorcio di periferia degna di un film sul disagio, soprattutto in ora serale. Seduto per terra sulla banchina in attesa del treno ho imbracciato la Canon EOS 30D con obiettivo Canon EF 24-105mm L F4 USM IS per provare a fissare in digitale le sensazioni del momento. Mi piaceva lo scorcio con lampione, solitario cartello della stazione e cielo tempestoso sullo sfondo.

In particolare il contrasto dei colori caldi delle lampade ai vapori di sodio della stazione e di quelli freddi del cielo sullo sfondo, contrasto accentuato dal fatto che, in mancanza di bilanciamento multizona, la macchina può decidere un solo bilanciamento del bianco, con la certezza pratica di rendere i toni caldi molto caldi e quelli freddi molto freddi.

Naturalmente ho scattato in RAW e sono intervenuto di fino sulla temperatura colore in post produzione, correggendo in realtà verso gli alti Kelvin solo di 150°-200°. Il resto dello sviluppo ha visto il bilanciamento tra dettaglio e rumore (lo stabilizzatore mi ha comunque permesso di non dover tirare il collo alla sensibilità), tra luminosità, esposizione e recupero di ombre e luci.


Canon EOS 30D – Canon EF 24-105mm L F4 USM IS
24mm – f/5 – 1/5 sec – ISO 1000

Un ultimo passaggio in Photoshop è servito a dare un po’ più di contrasto e microcontrasto all’immagine, sempre cercando di contenere nel massimo sopportabile (parametro puramente soggettivo) il rumore elettronico. In questo casi la differente, e in entrambi errata, calibratura dei display in realtà non mi permette di capire esattamente cosa emerge da tutto il lavoro, essendo lo stesso scatto molto differente a seconda dello schermo su cui lo guardo. Constatato che urge la calibrazione di almeno uno dei due, voi cosa vedete??

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