Il bello addormentato nel prato: storia di un incontro e di un amore inaspettato

Written on 7 giugno 2010 – 23:53 | by BuonTeo |

I lettori più assidui di Appunti Fotografici sanno bene quale rapporto intercorra tra me e le fotocamere compatte. Un rapporto conflittuale, che viene attratto dalla maneggevolezza ma rifiuta la mancanza di regolazioni manuali. Posso sopportare un sensore di dimensioni “miserrime” ma non transigo su un ottica di perfida qualità e la mancanza della slitta a contatto caldo.

Diciamo che l’ideale sarebbe una Leica serie M …. M9 giusto per fare qualche nome ma le disponibilità finanziarie non mi permettono di certo investimenti di questo tipo. D’altra parte il mondo fotografico è ricco di modelli con le caratteristiche da me agognate.

IMG_0632_web

Non mi sono mai messo alla ricerca di una compatta perchè 9 volte su 10 ho con me almeno un corpo reflex ma l’occasione galeotta offerta da un amico negoziante mi ha fatto cedere: sono così proprietario di una Bridge Canon G10, fortunata serie Powershot dalle caratteristiche avanzate.

30052010-IMG_0656_web

Permette di scattare in Raw, la foto sopra è il risultato di uno scatto in negativo digitale dopo una basilare regolazione di toni e curve.  Lascia pieno controllo sui parametri di scatto sensibilità,tempo,diaframma e possiede una slitta a contatto caldo alla quale connettere direttamente i lampeggiatori della serie Speedlite oppure un qualsiasi trasmettitore radio utile a concedersi qualche strobismo.

31052010-IMG_068_web

Hitchcock Style: autoritratto da pendolare in stile Strobist

Insomma una macchinetta che mi ha intrigato subito dopo i primi scatti. Qui sento già la voce del Falsomagro che urla alla conversione del Cervo alle compatte, no tranquilli non ho ricevuto l’illuminazione (di un flash) sulla via per Damasco e ho smesso di perseguitare le compatte.

IMG_0839web

Diciamo che l’accettazione di questa nuova compagna del mio corredo fotografico è avvenuta questa domenica alle pendici del Prevat in prossimità dell’Alpe di Leit.

Complice la stanchezza fisica e mentale degli scorsi giorni e la neve ancora profonda, un sonnellino tra i pascoli alpini era la degna conclusione di una cima mancata. Il gruppetto di quattro escursionisti si accascia su di una collinetta erbosa e viene preso dal torpore.

Mi rendo conto di sognare e sognando mi rispondo ad alta voce, cosa che mi fa svegliare ridendo di me stesso. In quel preciso istante un fischio inconfondibile si leva da molto vicino…. Alzo lo sguardo senza muovermi, cerco tra i cespugli di rododendro e la macchia di mirtilli in alto verso il crinale.

Il fischio è il richiamo del camoscio che probabilmente si è accorto di noi per via del mio farfugliare; lo cerco con lo sguardo sicuro di trovarlo a un centinaio di metri da noi.

Invece, indisturbato dal nostro riposo, un maschio di circa tre anni con il pelo ancora in parte invernale cerca pacifico da mangiare tra i cespugli a non più di 40 metri di distanza. Il resto della comitiva dorme ancora e così mi godo lo spettacolo con il binocolo, studiando il movimento e le fattezze dell’animale.

Alla fine tutti si svegliano uno dopo l’altro e godono dello spettacolo che abbiamo davanti, il camoscio ha capito benissimo che lo stiamo osservando ma non sembra disturbato dalla cosa. Dopo circa 20 minuti di rumine si alza e lentamente scende verso di noi, scende, scende, scende e track!!

IMG_0874_WEB

A 15 metri è finalmente  a portata dello zoom 5X della piccola G10: click, una foto senza rumore, una leggera antipatia per non avere con me la fidata Eos ed il buon 300 mm, ma in fin dei conti… portarti a casa un camoscio no crop con una compatta non ha prezzo….

….Per tutto il resto c’è una full frame con supertele!!!

Ciao e Buona Luce!!!

  1. One Comments to “Il bello addormentato nel prato: storia di un incontro e di un amore inaspettato”

    1. [...] scorso post un Cervo inaspettato ci ha cantato le lodi di una fotocamera compatta, per l’esattezza la [...]

    Leave a Reply

    (obbligatorio)

    (obbligatorio)