Gita a Solms – Leica X1

Written on 23 luglio 2010 – 19:26 | by Falsomagro |

Ho avuto la grande fortuna di essere nel novero dei giornalisti (e che giornalisti, c’era veramente il Gotha del giornalismo fotografico!) invitati a farsi un giretto a Solms all’attuale sede della fabbrica da cui escono le Leica, veri miti più che semplici macchine fotografiche.

Il giro per i corridoi della fabbrica è stato veramente interessante, tra ultime tecnologie per i test sulle lenti degli obiettivi e banchi in cui la manualità e l’esperienza dei maestri tedeschi è impagabile e insostituibile. Tra un incontro tecnico e l’altro ci è stata data la possibilità di scattare con alcune delle digitali della casa, tra cui la compattina Leica X1 e la medio formato reflex Leica S2, vero mostro di qualità.

Ho scoperto che scattare con 37,5 megapixel è un’impresa veramente difficile, il micromosso è in agguato sempre e foto che a tutto display sembrano piccoli capolavori, al 100% rivelano il fotografo affetto da morbo di Parkinson…

La Leica X1 ripresa dalla sorellona Leica S2

Più semplice è certamente scattare con la X1, compatta con sensore APS-C e ottica 36mm equivalenti: io e il BuonTeo l’avevamo incontrata lo scorso settembre. Più semplice relativamente…la focale di 35 millimetri è stata innalzata all’olimpo della fotografia da grandi fotografi, tra cui Henri Cartier-Bresson, ma non è così semplice da maneggiare.

Non è così larga come un super grandangolo per fare di un panorama il vero protagonista di una foto, e non è stretta come un teleobiettivo per lasciare fuori dall’inquadratura gli elementi di disturbo. I 35mm vanno usati con vera cognizione di causa e ogni foto deve essere un ritratto (persona o cosa che sia) ambientato caratterizzato da grande equilibrio. Dopo i due giorni con la X1 ho deciso che devo applicarmi un po’ di più su questa focale, che mi ha davvero umiliato!

Della Leica X1 mi ha colpito soprattutto la pulizia dell’immagine: i file JPEG che escono dal suo processore d’immagine a bassi ISO sono privi di grana, incisivi, ma non duri, davvero bellissimi. Anche agli alti ISO il comportamento è ottimo, appare la grana, ma la macchina non perde di incisività.

L’esempio che vi porto è questo libro fotografato in luce naturale all’interno della chiesa di Altenberg, una frazione antica di Solms. Il particolare al 100% della foto penso renda bene l’idea, contando che è pure passato per la compressione di WordPress:

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