La cartella dei pensieri

Written on 3 ottobre 2010 – 10:33 | by BuonTeo |

Da alcuni anni a questa parte sul mio computer è presente una cartella che chiamo “Cartella dei pensieri”. Li finiscono tutte le immagini che scatto senza una ragione precisa: vedo una situazione, un oggetto e in quell’istante sorge in me l’istinto di fare la foto; se quello scatto non avviene il momento è perso per sempre.

Nella cartella dei pensieri finiscono anche tutte quelle immagini che trovo interessanti navigando sul web, gli autori e se potessero essere messi in formato fotografico, anche i tutorial di postproduzione che in realtà sono catalogati altrove. Insomma quell’insieme di immagini che ogni tanto riguardo, spulcio, dalle quali prendo spunto per un’idea che ho in testa.

Un paio di giorni fa, mentre mi dirigevo di buon mattino verso il laboratorio di ricerca di Milano assieme al buon Ric, la fotocamera era al collo senza alcuna pretesa. Il tragitto di pochi minuti che dalla stazione ferroviaria porta al nostro ufficio ha dato spazio ad alcune immagini point&shot che ho infilato subito nella cartella dei pensieri.

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Era da diverso tempo che non mi trovavo a fotografare Milano e guarda un po’…. osservo quello che mi ha colpito e come l’ho interpretato e non riesco ad esprimere nelle immagini sensazioni che volgano alla gioia, alla spensieratezza. C’è sempre un alone cupo, uggioso che pervade ogni scatto.

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Da un lato vedo come un peccato il non riuscire ad interpretare diversamente questa città, dall’altro mi intriga il fatto che inconsciamente si possano trasferire in fotografia le emozioni. Di certo l’elemento fondamentale non aiuta: la luce piatta ed i toni grigi che caratterizzano il capoluogo lombardo poco hanno a che spartire con leggerezza e gioia di vivere.

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Milano mi mette addosso una sana inquietudine, forse mi aiuta anche il fatto di non viverla al 100%  ma solo per lavoro. Penso di avere una percezione aumentata di quello che succede lungo le vie e per contro mi rendo conto che questa è solo la Milano esterna. Quello che manca è uno sguardo all’interno, alla dimensione famigliare, alle amicizie che si sgomitolano la sera, nel week end, alla fine della settimana lavorativa.

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Cosa si cela dietro al muro rigido e indifferente della frenesia e degli sguardi duri e diffidenti?

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Dove la Milano grigia lascia spazio ai colori, alla fantasia e alle linguacce dei tram?

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  1. 2 Comments to “La cartella dei pensieri”

    1. marcopino scrive:

      Mi piace molto la penultima…ha un sapore anni ’60…forse complice il cappotto della signora.

      Com’è andata l’asta?

    2. PaoloV scrive:

      Caro Matteo, bellissime le foto naturalistiche che ci proponi ma piacerebbe vederti all’opera proprio nella Milano di cui hai carpito solo nei 500 metri che dividono la stazione ferroviaria dall’ospedale Sacco. Questo periodo “di luci” ti faciliterebbe il compito. Vedremo se raccoglierai il guanto di sfida. Bye

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