HDR: la parola a Gabriele

Written on 28 marzo 2011 – 12:52 | by Falsomagro |

Il nostro amico Gabriele Burgazzi (gelosissimo dei suoi scatti e dei suoi post) ha messo in piedi una piccola guida all’HDR, dopo i suoi primi esperimenti con la tecnica, nata per andare oltre alla ridotta gamma dinamica con cui spesso i fotografi si scontrano in condizioni di scene molto contrastate e caratterizzate da forti differenze nell’illuminazione dei diversi soggetti. Il caso più tipico è un intenso controluce, ma i campi di applicazione sono molteplici e soprattutto molto creativi. Trovate la mini guida sul sito gabrieleburgazzi.com

Acque agitate e lunghe esposizioni

Written on 10 marzo 2011 – 13:32 | by Falsomagro |

L‘acqua è uno degli elementi con cui è più facile giocare in fotografia, utilizzando esposizioni lunghe o brevissime per ottenere l’effetto seta oppure congelare le molecole d’acqua sulla pellicola (o sul sensore) come se fossero ghiaccio. Con tempi di esposizione brevi si può fermare l’istante in cui l’onda impetuosa irrompe con la sua forza su un tronco abbandonato, oppure fermare il rimbalzo di una goccia sulla superficie dell’acqua in forma di stalagmite acquea.

Lasciando invece l’otturatore aperto per lungo tempo è possibile invece lasciare che le acque agitate si confondano in una superficie setosa, morbida, indefinita. Se applicata alle acque veloci di un fiume questa tecnica afferra il concetto filosofico di ‘Panta Rei‘, applicata alle acque di mari e laghi restitusce una superficie morbida e setosa, che secondo me ha un che di onirico. Girando l’altra sera in compagnia di una Canon EOS 600D ho sfruttato l’appoggio della balaustra di marmo per assicurarmi perfetta stabilità durante la lunga esposizione.


Canon EOS 600D – Sigma 10-20mm
ISO 100 – F22 – 30 sec. – 10mm

In post produzione dal JPEG (Adobe CS4 non supporta l’ultimo aggiornamento di Adobe Camera RAW che integra i driver per i .CR2 delle nuove Canon) ho recuperato dettagli dalle ombre e dato una passata di contrasto per aumentare un po’ la nitidezza: come spesso accade i JPEG standard in uscita dalle fotocamere  sono caratterizzati da eccessiva morbidezza.

Zoom Effect: continua la sperimentazione

Written on 2 marzo 2011 – 13:14 | by Falsomagro |

Sapete bene quanto mi piaccia l’effetto Zoom, quel particolare effetto che si ottiene azionando lo zoom durante lo scatto. Quell’effetto salto nell’iperspazio che da grande dinamismo alla foto ed è in grado in alcuni casi di mettere in risalto particolari in modo davvero inusuale.

L’ultimo esperimento risaliva al Duomo di Colonia, ma in quel caso avevo a disposizione un cavalletto davvero poco stabile e non mi ero potuto sbizzarrire a sufficienza. In questi giorni in ufficio testando la reflex Nikon D3100, dopo uno scatto di prova mal riuscito, ma artistico, a causa delle impostazioni del diaframma su F25, ho deciso di riprovare a sfruttare tempi lunghi e zoomata sul supporto stabile della scrivania. Il soggetto casuale capitato davanti alla lente dell’obiettivo è una composizione di tazza e oggetti tecnologici, tra cui la videocamera di TVtech.

Vi propongo due esperimenti: uno in direzione da tele a wide, l’altra con zooming a partire dalla focale grandangolare. Le variabili in gioco sono molte: oltre la direzione in cui si muove la ghiera dell’obiettivo abbiamo la velocità della zoomata, l’uniformità del movimento, il tempo di permanenza alla focale massima e minima.


ISO 100 – da 28mm -> wide – F25 – 2 sec.

ISO 100 – da 18mm -> tele – F22 – 2 sec.

In particolare mi piace del primo la sovrapposizione ancora evidente dell’immagine fantasma ripresa alla focale maggiormente tele, del secondo scatto l’effetto ‘luce irradiata‘ che la zoomata ha impressionato sul sensore. Voi quale preferite?

Esperimenti

Written on 28 gennaio 2011 – 20:12 | by Ambra |

 

 

 

 

 

Riguardando i post fotografici dei siti di Matteo e Alessio,è venuta voglia anche a me di giocare un po’ con photoshop,nonostante il rapporto della sottoscritta con il pc non sia idilliaco.                                    

 Approfittando della giornata uggiosa e del fatto che oggi la voglia di studiare abbia ben pensato di tenersi alla larga da me,mi sono messa a fare qualche esperimento..Con alcuni consigli ho imparato a mettere le cornici ai miei scatti e, seguendo un tutorial trovato su youtube,mi sono dilettata ad invecchiare qualche immagine. Bologna,città antica per eccellenza,si è prestata magnificamente al mio scopo.

Questo è il risultato. Se avete qualche consiglio da darmi,oppure suggerimenti(con istruzioni dettagliate a prova di undicenne) per altri effetti carini..prego!!!

ciao!! =)

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Il futuro: sensori flessibili e lenti liquide

Written on 24 gennaio 2011 – 17:01 | by Falsomagro |

Con la memoria della fotocamera ancora piena e poco tempo per scaricare le foto, vi lascio uno sguardo sul futuro della fotografia: per ora è un prototipo da 16×16 pixel, ma chissà cosa potrà diventare un giorno?

Sto parlando del modulo fotocamera composto da una lente in grado di modificare la curvatura in base alla pressione di un circuito d’acqua e di un sensore che in modo simili di flette a formare una superficie curva per mettere a fuoco. Il tutto senza la complessità dei sistemi ottici attuali nati per la pellicola e traslati sui sensori digitali: elementi sensibili a struttura piana e piatta. L’approfindimento è sulle pagine di Hardware Upgrade.

10 consigli per non perdere le nostre foto

Written on 13 gennaio 2011 – 19:06 | by Falsomagro |

Chi ha scattato o scatta tuttora a pellicola sa bene la cura e le precauzioni con cui questo elemento sensibile chiede di essere trattato, sia nelle fasi di stoccaggio, sia nelle delicate procedure per l’inserimento e l’estrazione dalla macchina fotografica. Spesso non dedichiamo altrettanta cura alle nostre schede di memoria, che trattiamo come se fossere piccoli indistruttibili pezzi di pastica. Come ha riportato anche sul Falsomagro, Kroll Ontrack, azienda che si occupa di recupero dati  ha pubblicato una serie di consigli su come evitare di perdere i ricordi memorizzati sulle proprie fotocamere. A ben guardare si muovo in parallelo alle buone pratiche che si consiglierebbero per l’uso corretto delle pellicole:

  1. spegnere sempre la macchina fotografica prima di rimuovere la scheda di memoria
  2. non rimuovere la memory card dalla macchina fotografica se non è possibile effettuare nell’immediato il trasferimento delle foto sul computer
  3. appena possibile copiare le foto sul PC
  4. aprire le immagini una volta trasferite sul computer per verificarne il funzionamento
  5. rimuovere in sicurezza la scheda o la macchina fotografica dal PC seguendo l’apposita procedura di disattivazione dei dispositivi esterni, se disponibile
  6. effettuare un back-up periodico delle fotografie su di un secondo hard disk
  7. formattare periodicamente la memory card per mantenerne l’efficienza e solo dopo aver verificato che non contenga dati importanti
  8. proteggere dalla scrittura le memory card già utilizzate, questo limita il rischio di eliminare per errore il contenuto
  9. conservare la memory card nell’apposita custodia se rimossa dall’apparecchio
  10. evitare di esporre la scheda di memoria o l’apparecchio a temperature estreme, nel caso si passi da ambienti con temperature differenti attendere che il dispositivo giunga a temperatura ambiente prima di utilizzarlo

10 semplici mosse che però possono evitare brutte sorprese (e di rivolgersi ai servizi di Kroll Ontrack)!

Ode all’assessore

Written on 10 dicembre 2010 – 00:08 | by BuonTeo |

Non credo sia un caso che Appunti Fotografici raccolga menti predilette, artefici di nuove tendenze, esploratori artistici di spiccata personalità. Uomini comuni e al contempo supereroi della fotocamera: scrittori, giornalisti, infermieri, insegnanti, direttori e ovviamente, fotografi. Il post di oggi ne è una prova che mette in luce come le qualità personali dei nostri blogger, non si esauriscano nella fotografia, ma celino  animi votati al prossimo e a lasciare questo mondo migliore di come lo abbiamo trovato.

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Il nostro buon Marco è infatti un uomo impegnato politicamente nel suo piccolo comune in qualità di assessore alla cultura e istruzione. Una buona immagine di rappresentanza è d’obbligo e quando Marco mi ha proposto di scattare non ho potuto dire di no. La nostra breve sessione di ritratto si è svolta presso la sala consigliare: tipico tavolo ovale al centro della stanza, qualche mobile addossato alle pareti bianche e poco altro ad abbellire il locale.

Avevo in mente un ritratto a mezzo busto oppure un primo piano caratterizzato da una luce morbida e avvolgente che lasciasse spazio alle ombre per dare tridimensionalità e fascino alla sagoma nera con la testa da aquilotto che vedete nella foto sopra. Ci appropriamo dell’unica parete libera sfrattando il povero appendiabiti dalla sua postazione, sfruttando il lato lungo della stanza ho a disposizione circa cinque metri di spazio.

Lo schema luci è molto semplice, un flash alle spalle del soggetto rivolto verso la parete ed un soft box appena fuori dall’inquadratura ma molto vicino al soggetto stesso. Pur lavorando a 100 ISO ad una velocità pari al minimo rapporto di synchro flash concessa dalla Eos 1D Mk II, non riesco comunque ad eliminare la luce parassita dell’ambiente. L’unico sistema che ho per migliorare la situazione è giocare sulle distanze relative tra flash e soggetto, avvicino il flash di effetto alla parete ed allargo la parabola a 28 mm, contemporaneamente allontano Marco dalla parete così da far crollare la luce alle sue spalle a meno del disco proiettato sulla parete di fondo. Imposto il flash alle sue spalle a 1/64 di potenza così da portare a nero il muro e lavoro con il soft box a 1/2 della potenza. Le due luci sono sbilanciate di 5 stop.

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1/250 s @ F/8 Iso 100

Il set è buono quindi scatto diverse immagini in modo da avere un ampia scelta sulle espressioni del nostro soggetto. Tra le tante vi propongo queste due soffermandomi sul riflesso verde sulle lenti degli occhiali: inizialmente cercavo di fare il possibile per angolare il soft box a 45° rispetto agli occhiali in modo da eliminarlo, poi in fondo devo dire che non mi dispiace e così ho deciso di lasciarlo al suo posto.

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Quest’ultimo mezzo busto segue lo stesso schema luci precedente ma ha subito una leggera postproduzione che ha previsto la sovrapposizione di un livello desaturato per ottenere un lieve effetto blitch. Ora, penso che con queste foto abbiamo un assessore veramente figo con un elevato grado di miticità!!

Buona Luce e a presto!!

Salendo al Lema con gli sci

Written on 7 dicembre 2010 – 19:41 | by Falsomagro |

Sabato scorso ho accettato la proposta del buon Fabio di salire al Lema nel pomeriggio per godere del tramonto. Visto il bel quantitativo di neve fresca depositato nei giorni precedenti la salita (e la relativa discesa) si sono trasformate da ciaspolata in sciata, introducendomi così per la prima al mondo dell’alpinismo. Abituato allo sci alpino da discesa ho trovato calzare gli sci anche in salita un’esperienza davvero bella, soprattutto nella bellissima cornice di un tramonto dai toni caldissimi e dalle ombre indaco-azzurre.


Canon EOS 30D – Canon EF 70-200mm L USM F4
78mm – 1/250sec – f/8 – ISO 100

Anche per spirito da recensore ho portato con me tutta l’attrezzatura, racchiusa in uno zaino Tamrac molto funzionale, in grado di passare in pochi attimi dalla veloce configurazione monospalla a quella a due spallacci, più funzionale alla fatica e ai lunghi percorsi.


Canon EOS 30D – Sigma 10-20mm F4-5.6 EX DC HSM
10mm – 1/125 sec – f/8 – ISO 250

Durante l’ascesa il sole ha fatto la sua graduale scomparsa dietro i monti in fondo al lago, regalandoci tutta la gamma di sfumature del tramonto e del crepuscolo. La cima ci ha accolto con la notte ormai calata in territorio elvetico e con un fiammeggiante residuo di luce in riflesso sulla superficie del Lago Maggiore.  Qui mi sono pentito di aver lasciato al campo base (per ragioni di spazio) il flash con i trasmettitori wireless, sarebbero potuti servire per esperimenti interessanti.

Mi sono quindi dovuto affidare al limitato e frontale flash integrato della macchina, che comuque, scattando in manuale per preservare la scena sullo sfondo e utilizzandolo al minimo della potenza come fill-in, ha dimostrato di essere utile alla causa.


Canon EOS 30D – Sigma 10-20mm F4-5.6 EX DC HSM
10mm – 1/10 sec – f/4.5 – ISO 1600

Panasonic Lumix G2: gran bella macchinetta!

Written on 25 novembre 2010 – 19:37 | by Falsomagro |

No, non ho vinto una fornitura di macchine fotografiche Micro Quattro Terzi Panasonic, mi è solo capitato di avere un’anteprima della Lumix GF2 mentre stavo concludendo la recensione della Lumix G2. Quest’ultima è l’evoluzione di una delle macchine fotografiche più coraggiose degli ultimi anni, la Panasonic G1, capostipite di tutte le mirrorless digitali.

Dopo prodotti con altre fogge, Panasonic è tornata all’idea originaria con la G2, una macchina fotografica compatta a ottiche intercambiabili che merita più di una menzione. Dotata di molti controlli manuali e di scorciatoie per le regolazioni offre anche la comodissima modalità Intelligent Auto, davvero intelligente nel scegliere tutti i parametri di scatto (non solo coppia tempo/diaframma, ma anche gestione del micro-contrasto e di ombre e luci). Quest’ultima mi ha davvero stupito per come riesca in mezzo istante a ottimizzare tutti i parametri di scatto tirando fuori immagini per le quali io avrei impiegato diversi minuti perso in menu e regolazioni fini.

Il sistema di lettura esposimetrica è davvero infallibile e tarato per non bruciare mai le alte luci (range dove le Quattro Terzi spesso mostrano la corda) pur registrando parecchi dettagli nelle ombre. Qui sopra uno scatto JPEG stirato al massimo con Photoshop per recuperare dettagli nelle ombre (trovate tutto il procedimento nella recensione su Hardware Upgrade) che mi ha davvero stupito per la quantità di informazioni che sono state estratte dalle zone più scure.


Panasonic LUMIX G2
ISO 100 – f/8 – 1/320 sec – 26mm

Si tratta di una macchinetta divertente ed ergonomica, con la quale scattare in piena libertà, lasciandosi guidare in qualche frangente dalla modalità automatica e dai filtri colore che, come dicevo nello scorso post sulla GF2, a volte sono davvero uno spunto di creatività. Qui sotto invece un salto nell’iperspazio di fronte al duomo di Colonia, con quell’effetto di zooming durante lo scatto che a me fa davvero impazzire.


Panasonic LUMIX G2
ISO 800 – f/4.1 – 1/8 sec – 18mm

Panasonic Lumix GF2: un primo contatto

Written on 19 novembre 2010 – 20:32 | by Falsomagro |

Settimana scorsa ho avuto la possibilità di provare per una mezz’ora la nuovissima Panasonic Lumix GF2, piccola mirrorless (o EVIL o CSC qualsivoglia) Micro Quattro Terzi che rinnova il modello precedente, risparmiando un bel 19% sul volume totale. Si tratta di una interessante macchinetta, anche visto il parco ottiche ormai arrivato a quota 11 con pezzi di grande pregio, come ad esempio il fish-eye 8mm fratellino di quello per il sistema Quattro Terzi per cui ho un vero amore.

Tra le novità, oltre alla capacità di registrare video in formato Full-HD, il touchscreen (comodo in alcuni frangenti) e tutta una serie di nuovi filtri colore da applicare a foto e filmati. Si tratta di imitazioni degli effetti di vecchie pellicole oppure di effetti tipici della post produzione, ma che vengono applicati direttamente sul display Live-View durante lo scatto e poi nel JPEG memorizzato sulla scheda.

Il fatto di vedere i filtri applicati direttamente durante lo scatto è una cosa che mi piace molto, stimola molto la mia risicata creatività. Scatti che non saprei immaginare supersaturi, old-style, in bianco e nero (e che quindi non farei neppure) sono invece stimolati dalla piccola Lumix (da tutte le fotocamere che fanno altrettanto, come la PEN).

In questo post nell’ordine vedete all’opera il filtro Dynamic Art su un autunnale albero di Viale Dell’Innovazione, in Bicocca fuori dalla sede Panasonic (davanti a Scienza dei Materiali!!) ripreso con il 20mm F1.7. Un suo compagno di specie visto tramite l’8mm con filtro simile e infine delle penne al sugo riprese con un filtro molto carico dal punto di vista del contrasto e della saturazione (qui sono intervenuto in post produzione per dare una schiarita). Se volete saperne di più sulla macchina potete leggere la Preview che ho pubblicato su Hardware Upgrade.