Micromosso – Alcuni consigli -

Written on 8 gennaio 2008 – 11:54 | by BuonTeo |

Mi è capitato ultimamente di confrontarmi con altri giovani fotografi e fotografe, i quali, essendo alle prime armi si scontrano spesso con il problema del micromosso. Ottime inquadrature vengono sminuite dalla mancanza di nitidezza se non addirittura da un evidente mosso da “delirium tremens”! Spero sia cosa gradita tornare su alcuni concetti fondamentali che aiutino a limitare questo inconveniente, anche perchè sfogliando i propri scatti inevitabilmente ne troveremo una discreta quantità che ci farà maledire la pigrizia di non aver portato il cavalletto!!
Lavorando a mano libera il nostro corpo trasmette alla fotocamera tutte le vibrazioni di cui è affetto: instabilità, movimenti involontari dovuti alla frequenza respiratoria ecc. inoltre, anche la meccanica della fotocamera produce delle vibrazioni nella fase di scatto che si propagano in tutta la struttura. La prima cosa da tenere a mente è cercare una posizione ben salda, gambe leggermente divaricate ma non parallele, piedi fermi, gomiti stretti vicino al busto e fronte incollata al mirino. Se avete la necessità di abbassarvi poggiate un ginocchio a terra, se dovete sdraiarvi appoggiatevi su entrambi i gomiti, sfruttate muretti, alberi, pali della luce e quanto altro possa aumentare la vostra stabilità. Detto così sembra che il micromosso sia un nemico invincibile sempre in agguato, in realtà possiamo controllarlo poichè funzione del tempo di scatto e della lunghezza focale dell’obiettivo: possiamo affermare in linea generale che posta X la lunghezza focale dell’obiettivo, il tempo di scatto di sicurezza è pari a 1/X; come esempio immaginiamo di scattare con un 50 mm, usando 1/50 di secondo possiamo ritenerci sufficientemente tranquilli. Questa prima considerazione si traduce nella pratica, nel fatto di poter utilizzare tempi relativamente lunghi nelle foto grandangolari che vanno via via riducendosi man mano che la lunghezza focale in uso aumenta. Nel momento in cui dovremo sfruttare il teleobiettivo è bene stravolgere la regola di cui sopra e ridurre ulteriormente il tempo di sicurezza; personalmente, lavorando spesso a 400 mm cerco di scattare almeno ad 1/800, quindi 1/2X. Non sempre questo è possibile per via delle condizioni luminose oppure perchè non vogliamo rischiare troppa grana ed artefatti lavorando in alta sensibilità, od ancora perchè l’obiettivo è troppo pesante da sostenere a mano libera, è in questo momento che ci vieno in aiuto il cavalletto: nonostante sia scomodo e pesante da portare con se, sarebbe bene scattare con esso tutte le volte che se ne ha la possibilità qualsiasi focale stiamo utilizzando. Alcuni generi fotografici come il paesaggio giocano molta della loro forza sulla profondità di campo che obbliga a diaframmare generosamente a discapito della luce disponibile, l’uso del cavalletto permetterà di unire alla nitidezza della pdc l’assenza di micromovimenti regalando immagini estremamente precise. Altro trucco da utilizzare quando i tempi diventano lunghi è impostare il sollevamento preventivo dello specchio ed utilizzare uno scatto remoto in maniera da evitare qualsiasi vibrazione superflua. Utilizzando ottiche normali, si può arrivare a scattare a mano libera anche con tempi di 1/30, ma è questa una condizione soggettiva e di pratica; chi sa di muoversi un po’ troppo può trovare un valido sostegno nel monopiede, più pratico e leggero del cavalletto offre un ulteriore punto d’appoggio. Infine una considerazione per i giovanissimi, quando si inizia a fotografare si vorrebbe avere tutta l’attrezzatura a disposizione in un colpo solo, il problema è che la buona attrezzatura costa, eccome se costa! Anche un buon cavalletto con la testa più semplice in commercio richiede attualmente un esborso di circa 200 euro, esistono poi quei cavalletti plasticoni che troviamo nei grossi centri di distribuzione di elettronica ed informatica che possiamo portare a casa a non più di 30 euro. Una bella differenza direte voi! Differenza che d’altra parte si paga in efficacia e resistenza. Se proprio avete bisogno subito di uno di questi plasticoni curate per lo meno che abbia un peso intorno ai 1,5 Kg e che ne possa sostenere almeno 2-3 Kg. Verificate la flessione della testa con la fotocamera montata e la stabilità generale.
Se al contrario siete alla ricerca del mosso più estremo…bhè, credo che questo non sia un problema per nessuno! A presto!
  1. One Comments to “Micromosso – Alcuni consigli -”

    1. falsomagro scrive:

      Io trovo nella pressione del pulsante di scatto un nemico della stabilità (essendo un movimento crea instabilità nella mano); spesso se devo scattare a mano libera imposto l’autoscatto, così ho tempo di ripigliarmi dal micro movimento della pressione del pulsante di scatto e concentrarmi solo sullo ‘stare fermo’.

      Certo è cosa utilizzabile per paesaggi o still-life, per cogliere l’attimo di cose vive e in movimento…la escluderei.

      Avere lo stabilizzatore nell’ottica o nella macchina è poi una gran bella cosa ;-)

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